Il carattere spartano e l’economia
d’esercizio sono le caratteristiche che hanno reso
celebri le tuttoterreno; la KLR 650 le ripropone, e semplicità
e facilità d’utilizzo su qualsiasi terreno sono
le sue carte vincenti.
di Eliano Riva, foto Alex Photo

Nel decennio a cavallo tra gli anni 80 e 90 e nel momento
di massimo successo dei raid-avventura come la Parigi-Dakar,
le enduro monocilindriche a quattro tempi di media cilindrata
sono state grandi protagoniste del mercato motociclistico
e, con enorme soddisfazione per tutti, hanno avvicinato
al “nostro” sport una miriade di nuovi
appassionati. La moda del motociclista avventuroso poi,
come spesso accade, è scemata, ma la formula originaria
di questo tipo di moto, fatta di un conveniente
prezzo d’acquisto e di gestione, di grande intuitività
e facilità di guida e della possibilità offerta all’utente
d’andare davvero ovunque, è ancora molto
valida. Non è perciò un caso che quasi tutte le
grandi case motociclistiche abbiano in listino questo
genere di modelli.

Un bell’esempio di questa schiera di moto,
ora poco considerate ma tutt'altro che superate, è la
Kawasaki KLR 650 oggetto della prova. Assolutamente
fedele agli spartani principi ispiratori della
categoria “tuttoterreno”, la raider
verde mela ancora oggi rappresenta un ottimo ed
economico veicolo d’ingresso nell’affascinate
mondo del motociclismo.

Il rapporto qualità/prezzo della KLR 650, con un costo
di 5.370 Euro franco concessionario e due anni
di garanzia integrale, infatti, è decisamente favorevole
e per il neofita, oppure per chi cerca una moto assolutamente
poco impegnativa e buona per farci un po’
di tutto, nell’utilizzo quotidiano come nello svago,
rappresenta un buon affare.
