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Kawasaki KLR 650
» Presentazione
» Descrizione
» Tecnica: la ciclistica
» Tecnica: il motore
» Comfort e funzionalità
» Dentro e fuori l'asfalto
» Dati tecnici
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Descrizione

La personalità tuttoterreno tradizionale della Kawasaki
KLR 650 è ben evidente già nell’aspetto, e l’aver
conservato nel tempo questa sua caratteristica “ruspante”,
senza subire, com’è accaduto ad alcune sue ex rivali,
forzate contaminazioni turistiche stradali, secondo
noi è già un buon punto a suo favore. I connotati fondamentali
della KLR, infatti, sono gli stessi delle moto che
hanno dato origine alla categoria e alla famiglia
di monocilindriche Kawa con questa sigla, che risale all’ormai
lontano 1984.

L'impostazione progettuale, infatti, è quella tipica delle
moto 100% fuoristrada dove ogni "pezzo" è realizzato
con estrema semplicità e concrettezza estetica e
funzionale. Ad iniziare dal design della “carrozzeria”
che, ridotta all’osso, si rifà allo stile crossistico
e regala all’on-off Kawa un profilo slanciato
e un corpo snello, che punta a garantire al pilota la massima
facilità ed efficacia d’azione nella guida. L’allestimento
ovviamente è spartano ma, come vedremo, non manca
niente di ciò che realmente serve ad una tuttoterreno attuale.
Le parti di plastica della carrozzeria, composte di un ampio
e protettivo parafango anteriore, da una ben disegnata
mascherina portafaro e da utili paramani, da
rastremati fianchetti laterali e dallo sfuggente
“codino” posteriore, sono di buona qualità
e rapide da smontare e rimontare per le operazioni
d’ordinaria manutenzione e per la completa
pulizia del veicolo dopo un’escursione off road.

La finitura, per contenere il prezzo, è quella tipica
dell e enduro “veraci” e non suscita meraviglia,
ma non fa gridare nemmeno allo scandalo. Il telaio
e soprattutto il motore sono ricoperti di un resistente
strato di vernice metallizzata, mentre il serbatoio di metallo
con tappo di rifornimento a serratura è protetto
da trasparente e promette di conservare brillantezza
d’aspetto per lungo tempo.

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